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Un sindaco eroe contro le scie chimiche della geoingegneria: "Speriamo che in Parlamento qualcuno si svegli"



Un sindaco eroe lotta contro le scie chimiche della geoingegneria clandestina criminale.

Ogni tanto nel mondo si riesce a trovare una persona pulita e coraggiosa, una persona che ha capito che il benessere della popolazione italiana va tutelato fino in fondo e questa persona la troviamo Nicola Sassu, sindaco di Sennori un comune della provincia di Sassari.

Pensate a quanto sarebbe bello se ogni comune d'Italia avesse un sindaco combattivo e coraggioso come questo. Finalmente potremmo dire addio alle operazioni criminali che vediamo tutti i giorni sopra le nostre teste. La vita si allungherebbe, ci sarebbero meno malati di cancro, di Alzheimer di SLA, di autismo, di malattie autoimmuni, di infarti da miocardio e tutte quelle malattie che fanno arricchire le maledette case farmaceutiche. Sarebbe un bellissimo sogno. 

Se questo sogno vi piace, condividetelo e iniziate a cercare di realizzarlo informando più persone possibili, parlatene ad amici politici, e fate che tutto arrivi nelle sedi opportune. 

Insieme si può, insieme si deve, per noi, e per tutte le generazioni future! 

Che Dio ci assista in questa opera. 

Una notizia che ti stupirà: 

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=== Tanker Enemy ====




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Intervento sul clima tramite la geoingegneria: è una strategia rischiosa che causerà solo problemi più grandi, dicono gli scienziati.

Cambiamenti climatici in atto.


Intervento sul clima tramite la geoingegneria: è una strategia rischiosa che causerà solo problemi più grandi, dicono gli scienziati

tradotto da: www.naturalnews.com

Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution ha messo in guardia sul fatto che una tecnica chiamata geoingegneria del clima è stata concettualizzata per contrastare gli effetti del riscaldamento globale, può fare più male che bene. 


Un team di ricercatori della  Rutgers University nel New Jersey ha spiegato che la geoingegneria del clima prevede di irrorare una nube di acido solforico nell'atmosfera superiore nella speranza di raffreddare la temperatura globale.


Come parte della ricerca, gli scienziati hanno teorizzato uno scenario in cui gli aeroplani spruzzerebbero cinque milioni di tonnellate di biossido di zolfo una volta all'anno nell'atmosfera superiore dell'Equatore dal 2020 al 2070. Gli scienziati hanno notato che l'importo era l'equivalente annuale di circa un quarto di l'anidride solforosa prodotta durante l' eruzione del 1991 del Monte Pinatubo nelle Filippine . 

Gli esperti hanno dedotto che l'attività avrebbe prodotto una distribuzione uniforme della nube di acido solforico tra gli emisferi settentrionali e meridionali.
Gli scienziati hanno anche stimato che l'attività potrebbe raffreddare la temperatura del pianeta di circa un grado Celsius, che era abbastanza simile ai livelli di riscaldamento globale dall'inizio della rivoluzione industriale a metà del 1800. 

Tuttavia, il team di ricerca ha avvertito che improvvisamente l'interruzione della tecnica di geoingegneria del clima potrebbe portare a un riscaldamento globale rapido che sarebbe 10 volte più veloce rispetto a quando la tecnica non fosse affatto impiegata.

"Il rapido riscaldamento dopo l'interruzione della geoingegneria sarebbe un'enorme minaccia per l'ambiente naturale e la biodiversità. Se la geoingegneria si fermasse improvvisamente, sarebbe devastante, quindi dovresti essere sicuro che potrebbe essere fermata gradualmente, ed è facile pensare a scenari che potrebbero impedirlo. Immagina grandi siccità o inondazioni in tutto il mondo che potrebbero essere imputate alla geoingegneria, e chiediti che si fermi ", ha detto il professor Alan Robock, coautore dello studio, a Science Daily online .

Gli esperti hanno anche ammonito che, mentre i parchi nazionali, le foreste e i rifugi per la fauna selvatica possono servire da santuario degli animali, il rapido aumento delle temperature globali potrebbe costringerli a spostarsi in luoghi diversi per far fronte ai cambiamenti. Tuttavia, gli scienziati hanno concluso che gli animali potrebbero non trovare abbastanza cibo e riserve d'acqua, indipendentemente dalla velocità con cui si muovono. 


Il team di ricerca ha aggiunto che interrompere improvvisamente l'intervento sul clima potrebbe provocare un El Niño devastante, che aumenterebbe le temperature superficiali del mare nell'Oceano Pacifico tropicale e causerebbe una successiva siccità in Amazzonia. I ricercatori hanno evidenziato la necessità di indagare ulteriormente i potenziali effetti della geoingegneria del clima su determinati organismi se avviati e poi improvvisamente fermati.

Più strategie geoingegneristiche difettose a cui prestare attenzione

Un articolo pubblicato sul sito web del Daily Mail includeva anche un elenco di altre tecniche di geoingegneria potenzialmente devastanti. Questi includono:
  • Imboschimento - Gli esperti hanno notato che questa tecnica irriga i deserti, compresi quelli situati in Australia e in Nord Africa, per piantare milioni di alberi che potrebbero assorbire il biossido di carbonio. Tuttavia, gli scienziati hanno avvertito che questo potrebbe solo contribuire al riscaldamento globale in quanto una maggiore vegetazione assorbirebbe la luce solare che i deserti riflettono nello spazio.
  • Upwelling (risalita delle acque profonde) dell'oceano artificiale - Secondo gli scienziati, questa tecnica impiegherebbe  lunghi tubi per pompare acqua fredda e ricca di sostanze nutritive verso l'alto per raffreddare le acque di superficie oceaniche. Gli esperti hanno avvertito che questo metodo potrebbe causare agli oceani di riequilibrare i loro livelli di calore e innescare un rapido cambiamento climatico una volta fermato.
  • Alcalinizzazione dell'oceano - Il processo fornirebbe ampi depositi di calcare nell'oceano per aumentare chimicamente l'assorbimento di anidride carbonica. Tuttavia, i ricercatori hanno dedotto che questo farebbe ben poco per ridurre le temperature globali.
  • Fertilizzazione del ferro oceanico - Questo metodo è simile all'alcalinizzazione, ma userebbe il ferro per sostenere la crescita di organismi fotosintetici in grado di assorbire il biossido di carbonio. Come l'alcalinizzazione, questo processo farebbe anch'esso poco nel ridurre le temperature globali.
  • Gestione della radiazione solare  - Questa tecnica ridurrebbe la quantità di luce solare che il pianeta riceve spruzzando aerosol riflettenti a base di solfato nell'atmosfera. Tuttavia, gli scienziati hanno avvertito che il biossido di carbonio continuerebbe a crescere nell'atmosfera.

Le fonti includono: 




Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

https://sciechimicheinformazionicorrette.blogspot.com/2019/01/intervento-sul-clima-tramite-la.html

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Scie Chimiche: programma segreto, anzi segretissimo, che non deve essere assolutamente rivelato! Srm, scudo solare chimico: l’alibi per la guerra climatica



Scie Chimiche: programma segreto, anzi segretissimo, che non deve essere assolutamente rivelato!
«Se partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza». Modificare il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air University, una dépendance dell’aviazione Usa con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama. A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis citando fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata: per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno “scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del surriscaldamento globale. Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta.
Falliti i negoziati di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, si parla ormai correntemente del piano-B come unica alternativa: contenimento della Scie nel cieloradiazione solare, in inglese Srm (solar radiation management). Ovvero: tentare di realizzare un “velo chimico” nell’atmosfera per frenare l’azione solare, sempre più micidiale grazie al buco nell’ozono: secondo la comunità scientifica, il global warming sta crescendo a ritmo esponenziale. Gli scienziati hanno calcolato che per mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi l’umanità ha ancora a disposizione un budget di circa 600 miliardi di tonnellate di CO2 di energia. Solo nel 2010 ne abbiamo prodotti 32 miliardi: di questo passo ne avremo per 20 anni al massimo. Il che significa che non c’è alcuna possibilità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi. In base alle previsioni del “Climate Interactive”, la concentrazione di gas serra nel 2052 sarà tale da innalzare di 36 centimetri il livello degli oceani, cioè oltre mezzo metro al di sopra del livello del mare nell’epoca pre-industriale. Troppo costosa l’altra ipotesi, quella dell’immagazzinamento dei residui nel sottosuolo: per la Ccs (carbon capture and  storage) non basterebbe il 2% del Pil mondiale.
«La verità cruda è che le emissioni di gas a effetto serra si possono ridurre solo con una drastica svolta verso un contenimento dello sviluppo economico», dicono Chiesa e De Santis, ma è chiaro che qui la strada è sbarrata: «Stati e corporations non hanno la minima intenzione di procedere in quella direzione, che comporta modificazioni radicali nella struttura produttiva del pianeta: nessuno dei potenti del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, è disposto a questi sacrifici», troppo impopolari, fuori dalla portata di qualsiasi governo. «Dunque è evidente che sugli scienziati e i centri di ricerca di tutto il mondo è stata esercitata in tutti questi anni una micidiale pressione affinché da essi venisse fuori un messaggio tranquillizzante: possiamo continuare a sviluppare la produzione, cioè a emettere gas a effetto serra. Non inquietatevi, perché le nuove tecnologie ci salveranno dagli effetti climatici che produrremo». Ed ecco allora il “miracolo” della geo-ingegneria, il tentativo di filtrare la radiazione solare. Attenzione: «I suoi effetti sconvolgenti sugli equilibri degli ecosistemi appaiono tanto giganteschi quanto assolutamente incalcolabili e Un report dell'Ipcc sul global warmingimprevedibili: ci s’incammina in territori inesplorati con cieca disinvoltura, ignorando ogni principio di precauzione».
Per l’Ipcc delle Nazioni Unite, l’ingegneria del clima è «un vasto insieme di metodi e tecnologie che mirano ad alterare deliberatamente il sistema climatico al fine di alleviare l’impatto de cambiamenti climatici». Sono ipotizzabili “conseguenze” non ancora quantificabili, nonché «molte altre questioni (politiche, etiche e pratiche)». Il riconoscimento diretto e ufficiale della geo-ingegneria, in realtà, era già avvenuto nel giugno 2011, quando l’Ipcc organizzò a Lima l’Expert Meeting on Geoengineering e l’Expert Meeting on Economic Analysis, Costing Methods and Ethics. «I titoli dicono che si è entrati nell’analisi dei costi, degli effetti, delle tecniche di realizzazione di qualche cosa che rimane per il momento, assai “nebuloso” – parola esattamente pertinente, come vedremo entrando nei dettagli». Nei documenti Onu finora solo disponibili in bozza (attesi in versione integrale nella primavera 2014) c’è un capitolo di 147 pagine intitolato “Nuvole e aerosol”. Dunque: gas irradiati nell’atmosfera. Con quale consapevolezza degli “effetti collaterali”? «Solo dei pazzi possono pensare che “alterare” macro-equilibri dell’ecosistema possa non comportare elevati rischi e mettere a repentaglio certo la vita di centinaia di milioni di individui».
In alcuni passaggi dei documenti citati trapela qualche ammissione, qualche preoccupazione. Ma i testi finali, continuano Chiesa e De Santis, dicono che la comunità scientifica reclutata dall’Onu è incline a seguire le orme di Edward Teller, lo scienziato americano che dedicò la sua vita intera alla produzione di armi di distruzione di massa: «Sono infatti suoi i primi e più sbalorditivi lavori “scientifici” sull’uso di aerosol diffondenti in quota allo scopo di aumentare la riflettività (albedo) della Terra». Fu lui, nel 2002, a lanciare un appello globale per “salvare il pianeta” dal riscaldamento: 50 miliardi di dollari per sviluppare il controllo sull’effetto solare, così da poter continuare tranquillamente a inquinare il pianeta, come e più di prima. Teller espose il suo piano in svariate conferenze, da Erice a Washington: «Per gli evidenti impatti globali, che sono la conseguenza di qualsiasi tipo di sistema di Edward Tellergestione, auspichiamo che la partecipazione internazionale a questo programma sia la massima possibile».
«Questa “partecipazione internazionale” è in atto, ma è rigorosamente secretata», concludono Chiesa e De Santis. «Lo dimostra il fatto che gli articoli di Teller li abbiamo trovati solo in forma di pre-print e sembra che non siano mai stati pubblicati su riviste internazionali». In pieno allarme climatico, quindici  anni dopo queste analisi e proposte, non si sarebbe fatto quasi nulla? Improbabile. Rileggendo Teller, si scopre che lo scienziato nuclearista proponeva «l’uso di vari tipi di aerosol, da irrorare in quota, costituiti di sostanze che producono una diffusione della radiazione solare, con angoli opportuni, per diminuire la potenza che raggiunge la superficie terrestre». Dunque, c’è più di una ragione per pensare che i suggerimenti di Teller siano stati accolti e messi in pratica dagli Usa: un programma di “difesa dell’ambiente” che sarebbe in atto con il consenso e il contributo operativo ed economico dei governi alleati. «Il punto inquietante è che nessun Parlamento di nessuno Stato, a cominciare dagli Stati Uniti, ha mai discusso la questione, né mai è successo che i cittadini siano stati informati di queste attività che dovrebbero salvare il geoingegnerianostro ambiente: se è vero che stanno facendo qualcosa di buono per noi, perché non ce lo illustrano chiaramente, perché non se ne discute?».
La risposta più semplice è anche la peggiore: se qualcuno sta “irrorando” il cielo per difendere la Terra dai raggi solari, non ha idea dell’impatto reale dell’operazione, né sulla salute né sull’ambiente. «La netta e inquietante impressione che si ricava è che questa operazione, che procede ormai da diversi  anni con il silenzio colpevole di tutte le istituzioni, sia in realtà un’enorme operazione d’intelligence militare globale. L’umanità, che è considerata non in grado di comprendere la gravità della situazione, dev’esserne tenuta all’oscuro. Per questo i potenti della Terra – i “Masters of the Universe” nella definizione che ne ha dato il premio Nobel per l’economia, Paul Krugman – hanno affidato ai militari un tale apparato». Su questo punto il rapporto dell’Ipcc è contraddittorio: l’Onu ammette che, se le emissioni di gas serra continuassero ad aumentare, «si richiederebbe un aumento proporzionale di Srm, esacerbandone gli effetti collaterali». Dunque non si partirebbe da zero, e il programma sarebbe già in atto? Il rapporto delle Nazioni Unite smentisce: «I metodi dell’Srm non sono stati implementati né testati. La ricerca sull’Srm è nella sua fase iniziale, anche se sfrutta le conoscenze di come il clima risponde in generale a variazioni forzate di parametri».
Strano: da dove si deducono queste conclusioni se non ci sono state implementazioni? Si suppone soltanto? Oppure si sa con buona approssimazione che ci siano “numerosi effetti collaterali, rischi e difetti” nei sistemi di Solar Radiation Management? Chiesa e De Santis rilevano il carattere contraddittorio delle “mezze ammissioni” del documento. «Diverse linee di evidenza – continua l’Ipcc – indicano che questo produrrebbe una piccola ma significativa diminuzione delle precipitazioni a livello mondiale (con differenze più grandi su scala regionale) se si vuole mantenere costante la temperatura della superficie del pianeta». “Linee di evidenza”? Cosa vuole dire? E quale sarebbe la “piccola ma significativa” diminuzione delle precipitazioni “a livello mondiale”? E cosa accadrebbe su scala regionale, dove le differenze “saranno più grandi”? «Qui gli scienziati si trasformano improvvisamente in apprendisti stregoni: giocano con le precipitazioni “a livello mondiale” con una straordinaria disinvoltura. Quali effetti sulla vegetazione, sulle correnti marine, sui venti?». Poco oltre, gli stessi autori ammettono che «con grande probabilità», un aumento dell’Srm a Filtrare il sole, per evitare che la Terra si surriscaldi?livelli considerevoli «sottoporrebbe a forte sollecitazione i sistemi sensibili ai cambiamenti climatici».
Per Giulietto Chiesa e Paolo De Santis, «stiamo leggendo righe terrificanti sia per quello che non dicono, sia per quello che dicono. E’ evidente che non c’è una soluzione al problema “politico” e che gli scienziati stanno navigando a vista tra diverse impossibilità: quella di dire la verità al grande pubblico; quella di fermare il riscaldamento climatico con i trucchi contabili delle grandi corporations; quella di bloccare gli “effetti collaterali” su popolazioni, vegetazione, equilibri ecosistemici». Intanto, se si alzano gli occhi al cielo, si vedono dovunque spettacoli di strisce che non possono essere “di condensa”, stratificate ad altezze che non hanno nulla a che vedere con quelle degli aerei di linea. «Cosa sono? Chi paga per far volare quegli aerei (sempre più simili a droni, negli ultimi tempi)? Chi decide dove e quando e su quali territori farli volare? Chi produce, trasporta, fornisce i materiali per gli aerosol di cui parlano con tanta circospezione anche i documenti dell’Ipcc? Se si trattasse di una benemerita azione per proteggere le nostre società dal riscaldamento Giulietto Chiesaclimatico, perché mai non rendere noto a tutti il programma e le spese relative?».
Su tutte queste informazioni, pesa un silenzio di piombo. «Il che vuole dire una sola cosa: che si tratta di un programma segreto, anzi segretissimo, che non deve essere assolutamente rivelato». Da tempo, giganteschi investimenti sono stati indirizzati al controllo del clima e all’uso di questo controllo a fini militari: «Il confine tra geoingegneria e controllo climatico è tanto labile da essere quasi nullo». Era, in fondo, la “profezia” dell’Air University. «Nel 2025 – recita il documento del 1996 – le forze aerospaziali degli Stati Uniti potranno “possedere il clima”, capitalizzando le tecnologie emergenti e concentrandosi sullo sviluppo delle tecnologie usate nelle applicazioni belliche. Tale funzionalità offre ai combattenti gli strumenti per modificare il campo di battaglia in modi prima impossibili». Obiettivo: «Delineare una strategia per l’utilizzo di un futuro sistema di modificazione del clima al fine di raggiungere obiettivi militari».  Dunque – continuano gli strateghi di Maxwell, con il codazzo di scienziati da loro finanziati – «le attuali tecnologie, che matureranno nel corso dei prossimi 30 anni, offriranno, a chiunque abbia le risorse necessarie, la capacità di modificare la struttura climatica e gli effetti corrispondenti, almeno su scala locale», ben sapendo che «le attuali tendenze demografiche, economiche e ambientali attuali creeranno tensioni Air Universityglobali che forniranno a molti paesi o gruppi la spinta necessaria per trasformare questa capacità, di modificazione del clima, in una risorsa».
Già allora, il think-tank militare dell’aviazione Usa sosteneva che «la modificazione del clima diventerà verosimilmente una parte della politica di sicurezza nazionale con applicazioni sia nazionali che internazionali», a più livelli, incluse «azioni unilaterali», ma anche «la partecipazione in un quadro di sicurezza come la Nato», oppure «l’adesione a un’organizzazione internazionale come l’Onu» o, ancora, «la partecipazione a una coalizione». Idee chiarissime: «Oltre ai significativi vantaggi che una tale capacità operativa potrebbe fornire, un altro motivo per perseguire la modificazione del clima è scoraggiare e contrastare potenziali avversari». Ovvero, testualmente: creare o dissolvere nubi, aumentare o azzerare le precipitazioni significa produrre o impedire l’occultamento, allagare il campo di battaglia, «negare l’acqua potabile, indurre la siccità, sommergere le linee di comunicazione, diminuire il livello di conforto e il morale». Sottinteso: la manipolazione “artificiale” delle nubi serve anche a dare la Fabio Minimassima efficacia all’impiego di armi nucleari, chimiche, batteriologiche e radiologiche di cui sono pieni gli arsenali della Nato.
“Weather as a Force Multiplier”: il meteo come moltiplicatore di forza. Aspetti inquietanti, che lo stesso Teller riprese a Erice nel 1997, nel suo “Global Warming and Ice Ages”, poi citato anche dal generale Fabio Mini nel suo “Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata”, pubblicato sulla rivista “Limes”. In sostanza: l’emergenza climatica è l’alibi di ferro per sviluppare la manipolazione climatica, che – in primo luogo – è interpretata come un vantaggio militare strategico. E se il Pentagono prevede esplicitamente sia “azioni unilaterali”, sia  l’inclusione della Nato (cioè degli alleati) in questa strategia, secondo Chiesa e De Santis questo «significa che esistono voci cospicue di spesa che sono state condivise con gli alleati, senza che i Parlamenti ne siano stati informati». Sempre i militari americani prevedono inoltre che  le “tensioni globali” – quelle prodotte dalle attuali tendenze demografiche, economiche e ambientali – forniranno a “molti paesi” la “spinta necessaria”. «Questi “molti paesi” sono quelli più ricchi e meglio armati, che si preparano a dominare tutti gli altri nel mezzo di una crisi epocale». Per Giulietto Chiesa e Paolo De Santis, «adesso è tutto più chiaro: sia a cosa serve la geoingegneria, sia perché noi non dovremmo impicciarcene (visto che siamo “segmenti” riottosi sarà bene che ci tengano all’oscuro), sia le modalità con cui i potenti si preparano a schiacciare tutti gli altri. A questo punto alzare gli occhi verso il cielo, vedere cosa stanno facendo coloro che ci comandano, e lavorare per smascherarli, diventa una necessità. Per continuare a vivere». da http://www.libreidee.org/

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SCIE CHIMICHE: L’ACCORDO SEGRETO DEI CRIMINALI BUSH & BERLUSCONI. SVELATI TUTTI I MISTERI E LE MENZOGNE TRA STATI “ALLEATI”.



United States of America: Bush G.W & Berlusconi S.
  


di Gianni Lannes


V
eleni di Stati dal cielo. A rischio l’integrità ambientale, la salute umana e la libertà. Un’altra storia sotterranea, nebulosa, criminale. Sulle scie chimiche, grazie ad un' inoppugnabile ricostruzione giornalistica, ora non vi è più alcun mistero. Per dirla con Honoré de Balzac (Le illusioni perdute): «Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale, piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia “ad usum delphini”; e poi c’è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia ignominiosa». 

I militari hanno trasformato il Belpaese e l'Europa in una gigantesca camera a gas, grazie alle complicità istituzionali e all'omertà dilagante degli scientisti. Ecco quello che combinano ogni giorno, scaricando veleni nell'aria.


Le operazioni clandestine di aerosol sono state realizzate nei primi anni ’60 del XX secolo, ma hanno avuto un incremento decisivo in Europa, a partire dal 2002. I primordi dell’operazione di copertura erano insiti nella mente perversa di Edward Teller, inventore della bomba all’idrogeno, che sulla scorta del Memorandum Groves del 1943, consigliò di usare armi nucleari in regioni abitate per fini economici di
spopolamento. Teller è stato direttore emerito del Lawrence Livermore National Laboratory, dove furono elaborati i piani per le armi nucleari, biologiche e ad energia diretta. 

Nell’agosto 1997 Teller inviò un progetto in Italia, in un simposio svoltosi ad Erice sotto l’egida di Antonino Zichichi. Vale a dire: il suo proposito di usare l’aviazione civile per diffondere nella stratosfera milioni di tonnellate di metalli elettroconduttivi; ufficialmente per ridurre il riscaldamento globale. Teller ritenne che anche l’aviazione militare potesse essere usata per nebulizzare a bassa quota queste particelle tossiche nell'aria.  


 
Detto e fatto qualche anno più tardi, nel 2001, a seguito dell’accordo Italia-U.S.A. definito “Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima”, correlato all'inganno universale del cosiddetto “riscaldamento globale”. Si tratta di accordi internazionali, indirizzati a costituire un alibi per le inevitabili violente mutazioni climatiche che la diuturna diffusione di metalli e polimeri in atmosfera ha determinato. Tra questi un innaturale “effetto atmosfera” indotto proprio dalle cosiddette “scie chimiche” e dalle emissioni elettromagnetiche. La stessa NASA, pur definendole in modo menzognero “contrails” ovvero “scie di condensazione”, imputa a queste coperture artificiali un riscaldamento anomalo della bassa atmosfera.

Il 19 luglio 2001 nel corso del G8 a Genova, durante la mattanza della pacifica popolazione giunta da gran parte d’Italia e l’omicidio di Carlo Giuliani - con il fascista Fini in cabina di regia - i capi di governo Usa (Bush George W. ) & Italia (Berlusconi Silvio) sottoscrivono un accordo segreto sulla sperimentazione climatica in Italia.  





Nel Belpaese come al solito non vi è traccia di un evento militare così pericoloso e compromettente per il sistema di potere. La popolazione viene mantenuta all’oscuro di tutto, mentre si mandano in onda disinformatori sgangherati, pennivendoli prezzolati e negazionisti quotati in tivvù.

  



Attingo le informazioni cruciali dalla White House e dal Dipartimento di Stato USA, anche se il "Clear Skies Iniziative" è top secret. Lo scandalo Watergate - fatto emergere da due giornalisti statunitensi - per fortuna ha aperto una breccia negli States: lì almeno la trasparenza politica è leggermente visibile, mentre nello Stivale è appunto solo apparenza cartacea. Ecco, tra l’altro, cosa è scritto nel sito web della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato a Washington, a differenza di quello che non compare nel portale di Palazzo Chigi e del Quirinale:

« On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation…».

Dunque, cambiamenti climatici indotti e collaborazione, si fa per dire della serie USA l’Italia. Dalla documentazione delle autorità nordamericane emerge che in questa vasta operazione gestita in prima battuta dal Pentagono, dalla Nasa e dalla Nato, sono coinvolte addirittura le industrie e le multinazionali più inquinanti al mondo: Exxon Mobil, BP Amoco, Shell, Eni, Solvay, Fiat, Enel, eccetera. Tutti insieme appassionatamente, compreso il settore scientifico: università italo-americane, Enea, Cnr, INGV, Arpa e così via. Insomma, controllori e controllati. L’Enacaddirittura ha partecipato ad un test "chemtrails" in Italia insieme a Ibm, ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Aeronautica e ovviamente Nato.


Nell’allegato 4 (“Cooperazione Italia-USA su scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici), oltretutto si legge:

«sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale; 2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica); 3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura). In dettaglio le attività saranno: 1. l'esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione 2. l'approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo 3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell'ambito di esperimenti di laboratorio 4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2 Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali. Questo WP si inserisce anch'esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale. Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio...».

Se non c’è non niente di pericoloso per la salute collettiva, perché nascondere ed occultare? Forse perché la vasta e complessa operazione va ad intaccare i cicli biologici e compromette la qualità della vita. A livello politico l’iniziativa, almeno durante il Governo Berlusconi è stata gestita dal ministro Altero Matteoli, di professione ragioniere, ma anche dal redivivo Corrado Clini. A livello tecnico (CNR), in prima linea c’è soprattutto Franco Prodi, fratello di Romano Prodi. Lo stesso Franco Prodi che in un’intervista del giornale AAM TERRA NUOVA (numero 229 del 23 maggio 2008) nell’articolo intitolato “Allarme scie chimiche: cosa c'è di vero?” ha sostenuto ovviamente: 
«Non mi consta che esistano esperimenti militari con dispersione di aerosol, tanto meno a danno della popolazione. Se ci fossero, sono certo che noi l'avremmo comunque saputo».

Chi è Franco Prodi? Un lancio d’agenzia giornalistica, ai tempi dell’ultimo governo Prodi, informa che  «Il consiglio dei ministri di ieri ha confermato il professor Franco Prodi, fratello del premier, alla presidenza dell’Istituto del Cnr che studia la scienza dell’atmosfera e del Clima».  

Proprio nel l 2003 il ministro della difesa, Antonio Martino, ha autorizzato le forze aeree USAF a sorvolare lo spazio italiano per provvedere alle irrorazioni chimiche, come da accordo USA l'Italia. 

Tutto torna. Non a caso, il primo atto parlamentare (interrogazione a risposta scritta 4-05922) sull’aerosolterapia bellica in Italia  risale al 2 aprile 2003. Ed è stato indirizzato da un deputato dell’allora PDS, ovvero da Italo Sandi al ministro della Salute. Dopo 11 anni, quell’atto interrogativo non ha ancora avuto una risposta da ben 6 Governi tricolore (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi). Matteo Renzi si è limitato ad annunciare in televisione (al programma Ballarò della Rai) addirittura il trattamento sanitario obbligatorio agli iscritti del Pd che si azzardano a parlare di scie chimiche). Insomma, censura di potere da rispedire al mittente. 






Anche una successiva interrogazione a risposta orale a firma degli onorevoli (PDS) Piero Ruzzante e Italo Sandi (interrogazione a risposta orale 3-02792 presentata lunedì 27 ottobre 2003 nella seduta 379 al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute, al Ministro della difesa, attende ancora una spiegazione dal Governo italiano.


Nel 2005 una risposta ambigua, menzognera e contraddittoria è stata fornita dal ministro della Difesa Antonio Martino.


Le leggi della fisica non sono mere opinioni. Le scie di condensa si formano notoriamente al di sopra degli 8 mila metri di altitudine, con meno 40 gradi centigradi e umidità inferiore al 70 per cento.

Anche l’interrogazione a risposta scritta 4-05994 depositata da Katia Belillo giovedì 20 dicembre 2007 nella seduta numero 262, e indirizzata al ministro della Salute, non ha avuto alcuna risposta dal governo di centro sinistra e dai governi di centro destra. Se è tutto a posto, e non c’è alcun problema, allora perché chi governa lo Stato non risponde a simili interrogativi?

A parte il ministro Alfonso Pecoraro Scanio - un verde di facciata - che ha fornito una spiegazione menzognera, al ministro Antonio Di Pietro in una trasmissione televisiva è scappato di bocca quanto segue:



Qui sotto riporto i termini esatti pronunciati da Antonio Di Pietro alla televisione locale Canale Italia. Parole con le quali egli ammette con evidente imbarazzo l’esistenza delle scie chimiche attribuendole, con un incredibile giro di eufemismi, all’attività militare delle basi USA-NATO presenti nel nostro territorio.

Domanda del telespettatore: Mi piacerebbe che lei facesse chiarezza davanti a tutti gli italiani e a tutto il Parlamento su due elementi fondamentali che assillano gli italiani, e poi vorremmo sapere come mai degli aerei della NATO ci sorvolano sopra la testa rilasciando scie chimiche con metalli pesanti e bario?

Di Pietro«Immediatamente, sul signoraggio bancario questo è uno scandalo davvero, il signoraggio bancario è peggio di un’ estorsione, è peggio di un’estorsione proprio perché legalizzato. Con riferimento invece alla questione degli aerei qui è un problema ancora più complesso; i nostri spazi, ma non solo i nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati (Soru sta facendo una grande battaglia), sono occupati da realtà militari non italiane. Ora, che ci debba stare dislocato nel territorio mondiale dei luoghi di ammassamento, accumulamento e detenzione, per l’amore di Dio, ma che debba essere tutto questo fatto senza nemmeno il coinvolgimento, noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo».

Conduttore della trasmissione: Pare che ce ne siano …

Di Pietro«Ce ne siano …».
Conduttore della trasmissione: Pare, si è parlato di Aviano, insomma …

Di Pietro: «Ma non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità, dopo di che tutti noi dovremmo assumerci le nostre responsabilità, ci mancherebbe altro. Tutti quanti vorremmo, io sento dire molte persone, non ci deve stare … ho sentito anche in alcune discussioni di programmi la polizia deve essere disarmata; eh mi piacerebbe pure a me».

Mister Di Pietro non ha negato l’esistenza delle scie chimiche, e ciò nel linguaggio dei politicanti è già fin troppo esplicito, ma ha pure tirato in ballo le basi USA-NATO affermando che lì fanno quello che vogliono. Ha poi giustificato questa triste realtà facendo intendere che purtroppo, come la polizia ha bisogno delle sue armi, così gli eserciti hanno bisogno delle loro.

15 anni fa il Parlamento europeo con delibera A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si e espresso contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa ed impianti fissi e mobili diffusi in gran parte della Terra). Come si evince dal report 2013 dell’Agenzia europea per l’Ambiente “Air Quality in Europe”, il vecchio continente è pesantemente inquinato. La spettrometria e lo spettroscopia ha evidenziato nell’aria che i popoli europei respirano attualmente mistere di veleni tossici, aerosol di dimensioni microniche e submicroniche.


L’aerosolterapia bellica coattiva, infatti, ha pesanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. Le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri. L’alluminio, notoriamente (un fattore determinante nell'Alzheimer) è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. L’'intossicazione di metalli, soprattutto il bario, produce un abbassamento delle difese immunitarie. Alluminio e bario modificano il ciclo vegetale ed uccidono la flora batterica dei terreni. 

La diffusione in atmosfera di metalli pesanti come bario, alluminio, manganese etc. costituisce il colpo finale all’ambiente ed alla salute umana, giacché questi elementi chimici sono neurotossici e perciò inducono patologie neudegenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sla, nonché leucemie, tumori, malattie respiratorie gravi come la bronchiolite costrittiva.






L’unico punto ancora determinare è il livello di inquinamento e il grado di compromissione della salute collettiva. Che influenza che le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi hanno avuto sulla salute pubblica e sulle singole persone, in particolare a danno dei bambini? Quali malattie infettive dell’apparato respiratorio sono state già provocate dalle scie chimiche? Quali allergie sono state scatenate dall’intossicazione acuta e cronica da metalli pesanti?

La Corte costituzionale con la sentenza del 24 maggio 1977 numero 86 ha sancito che «il segreto può trovare legittimazione solo ove si tratti di agire per la salvaguardia di supremi, imprescindibili interessi dello Stato (quali l’indipendenza nazionale, l’unità e indivisibilità dello Stato, la democraticità dell’ordinamento), la Corte dichiara che mai il segreto potrebbe essere allegato per impedire l’accertamento di fatti eversivi dell’ordine costituzionale».

Naturalmente, non è il caso di questo avvelenamento di massa perpetrato per 12 anni, da chi controlla lo Stato italiano addirittura dall’estero, violando apertamente l’articolo 32 della Costituzione repubblicana, calpestando la Convenzione europea di Aarhus del 1998 (ratificata dalla legge dello Stato italiano 108 dell’anno 2001). 

Mister Napolitano Giorgio, siamo al redde rationem!

 riferimenti:




























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